Analisi del confronto Prodi-BerlusconiEcco.. si.. già.. il duello Prodi-Berlusconi. Quanto inchiostro e quanti bit sono stati sprecati per commentare un evento insulso? Premetto che ho acceso la TV per la prima volta in almeno 5 anni, mi sono costretto a guardare fino alla fine ma almeno ne ho approfittato per stirare le camicie!
Quello che farò in questo post è analizzare, dal basso della mia ignoranza, gli aspetti comunicativi e non i contenuti.
Contenuti durante l'intervistaNessuno. Ma la cosa non mi stupisce affatto, come si fa ad affrontare argomenti seri in due minuti? Al massimo si possono lanciare slogan.
Chi aveva le idee chiare, le ha mantenute inalterate.
Chi aveva le idee chiare, e le ha variate a seguito di questo dibattito.. beh... mi astengo da ogni commento.
Chi non aveva le idee chiare, può al massimo decidere di votare per il più simpatico dei due.
Forma (
un venditore di pentole contro un prete)
Qui sta il punto di forza di questo evento mediatico: ha costretto entrambi i contendenti a sforzarsi, proveniendo da estremi opposti, a comunicare in modo onesto e chiaro. Speriamo che sia un impulso positivo per il futuro e un segnale di svolta nella comunicazione politica.
Mi spiego meglio e vado di analisi puntuale.
Berlusconi: non avendo la possibilità di rubare tempo ne di interrompere con frasi ad effetto, il suo arsenale comunicativo è stato enormemente ridotto. Le sue tecniche sono però abbastanza banali ma efficaci:
- dare una statistica precisa ma inventata di sana pianta a finto supporto di ogni sua affermazione (notate: non dice mai "molte persone pensano che..." ma sempre "il 17.9874% delle persone pensa che...". In questo modo chi ascolta è portato a livello inconscio a dare più valore all'affermazione (se è così preciso, sarà un'informazione vera). Questa tecnica sfrutta una delle fallacy del pensiero umano (chiamata "ricorso all'autorità", se non erro)
- partire sempre dicendo che la controparte "distorce la realtà e manipola i dati". Visto che la controparte non può replicare, è come se si prendesse in anticipo l'ultima parola. Altra fallacy del pensiero umano (a seconda dei casi "attacco personale" e "avvelenamento del pozzo")
Tuttavia Berlusconi ha sbagliato clamorosamente due cose:
- la sparata sulle donne è stata francamente sconcertante ("non siamo riusciti a convincere le valide donne ad abbandonare casa e famiglia per venire a Roma...")
- non guardava mai in telecamera. Questo è impossibile, conoscendo il personaggio. O ha deciso di tenere un finto basso profilo, oppure in RAI gli hanno fatto lo scherzone e non gli hanno detto quali fossero le telecamere attive.
Prodi: ad una persona abituata a cinquant'anni di politica disprezzante della comunicazione verso i cittadini e involuta su se stessa, il dover andare in televisione a parlare chiaro deve essere costata una fatica pazzesca (oh, non dimentichiamoci da dove viene: Democrazia Cristiana!).
I punti di forza di Prodi sono stati:
- avere qualcosa da dire e da proporre, per quanto limitato dal poco tempo a disposizione
- l'aspetto rassicurante (si, a me stanno sulle palle i preti di campagna, ma a molti piacciono... e guarda caso sono gli stessi vecchietti riconglioniti che oggi votano Berlusconi)
I punti di debolezza sono stati:
- si vedeva lontano un Km che ha seguito un corso accelerato di comunicazione, senza però esserne avvezzo come B. Spesso è apparso forzato nel Body Language, come se partisse istintivo e si ricordasse in un secondo tempo di mettersi nelle pose corrette
- ha mantenuto un'energia comunicativa costante, noiosa. Secondo me avrebbe dovuto affrontare sottotono gli argomenti secondari (quelli in cui è stato costretto alla difensiva) e apparire più energetico nei temi caldi (giovani, futuro, speranza...). Sto parlando di calibrazione, quella capacità comunicativa che imprime i concetti e scalda gli animi senza la necessità di inventare panzane. Prodi non ha punch-lines, ovvero le frasi di chiusura ad effetto
Gran finaleEcco, questo invece mi è piaciuto. Berlusconi ha rispettato i tempi (bravo!) e Prodi ha sottolineato il mio tema preferito, quello che deciderà il futuro dell'Italia. Giovani, futuro e speranza. Ma di questo parleremo in un altro post...