Blog al femminileVisto che sono state citate da un articolo del Corriere della Sera, sono andato a leggermi
questo blog... tenuto da 4 simpaticone residenti nel nord-est italiano.
Devo dire che facendo un po' di cherry-picking sui post se ne trovano di spettacolari... come
questo! Ma ce ne sono anche altri che incarnano il loro (loro!) femminil pensiero.
Volevo pubblicamente ringraziarle per avermi ricordato il motivo per cui frequento spesso gli ambienti metallari:

PER NON RISCHIARE MAI DI INCONTRARE DONNE COME LORO
Ah, intendiamoci, non ho nulla contro quel tipo di donne, anzi mi stanno pure simpatiche...

... a piccole dosi. E' che mi annoia quel sentirsi al centro dell'universo della seduzione, come se ogni uomo fosse li a sbavare ahahahaha

come no?
EDIT postumo (4/5/2006)Ogni tanto mi piace anche cambiare idea. Gli ultimi post sono ironici e carini... nulla di filosoficamente trascendentale, ma la vita reale -quella che merita di essere capita- è fatta di riflessioni semplici e ben delineate...
E continuiamo a battere sullo stesso chiodo... una frase del
Severgnini odierno incarna tutte le mie preoccupazioni per il futuro:
Troppa gente in Italia sta ancora troppo bene, in molti casi grazie a rendite di posizione; affolla i negozi d'abbigliamento, parte per il fine settimana, pensa al massaggino e al prodottino. Già. Se l'impegno individuale non porta a nulla, che senso ha? Stavo riflettendo quanto questo sia vero su me stesso, e su me stesso non posso mentire. Nel clima di 5 anni fa, io lavoravo all'estero e stavo per tornare in Italia con una buona retribuzione, iniziavo a convivere prendendomi la responsabilità di un nucleo familiare, una casa... insomma pianificavo un futuro carico di incognite ma anche di speranze.
E oggi? Vivo sereno come se non ci fosse un futuro. Perchè non c'è un futuro. E la mia serenità non è il raggiungimento di quanto avevo sognato, quanto il non facile adattamento ad una realtà ostile.
E sono qui, armi in pugno, a combattere perchè quelli della generazione successiva non si debbano trovare a vivere quello che ho vissuto io.
Perchè per me ormai è tardi, sono diventato così e non tornerò più indietro.
Per loro, non è tardi e le cose possono ancora cambiare.
Scheda economico politica numero 1 - le forme lavorative flessibili e gli effetti sull'economia
Questo è un tema molto difficile, perchè le valutazioni sono molto difficili da fare a mente fredda, considerato il fatto che il lavoro è una delle componenti che più urta il nostro tenore e stile di vita; nessuno ha completamente torto o ragione.
Esistono, a proposito della legge Biagi, due verità i cui effetti si sommano, spiegando così il perchè possa essere vista positivamente o negativamente a seconda del punto di vista.
Iniziamo con una constatazione onesta: in assenza di contratti di lavoro flessibili, molti lavori non esisterebbero. Questo accade quando il costo dell'unità lavoro diventerebbe, con un contratto a tempo indeterminato, superiore al ricavo ottenibile con l'unità stessa. Se il ricavo ottenibile è fisso, c'è poco da fare.
Tuttavia questo non è sempre vero. Vivo e conosco personalmente molti casi in cui gli stessi lavori esisterebbero eccome anche in forma indeterminata, e l'utilizzo delle forme determinate ha il solo scopo di ottenere dei margini aziendali più elevati e un più alto grado di ricattabilità delle persone.
Faccio un esempio concreto: il mondo della consulenza aziendale, che conosco molto bene. E' un po' grezzo, non terrò conto di molti dettagli, ma è per spiegare il concetto.
Supponiamo che esista un cliente X, che ha bisogno di realizzare un progetto Y e per farlo chiede un preventivo alle aziende di consulenza A, B, C. Entro certi limiti di ragionevolezza, il cliente ha già deciso di fare Y e cercherà il fornitore che glielo farà pagare il meno possibile. Se A, B, C hanno una forza lavoro a tempo indeterminato, il preventivo più basso sarà fatto dalla società più efficiente e con sprechi interni più bassi.
Ma se A inizia a sottopagare i nuovi assunti, sarà in grado di fare prezzi inferiori a X e ad altri clienti. Che faranno B e C? Non hanno scelta, inizieranno a fare lo stesso perchè altrimenti chiuderebbero (a danno quindi di tutti i suoi dipendenti, chiariamolo).
L'effetto finale è che A, B, C sono incentivate a pagare sempre meno piuttosto che diventare più efficienti (quindi si abbatte anche la ricerca e crolla la produttività); i lavoratori di A, B, C vedono calare costantemente il proprio reddito (soprattutto quelli più giovani).
Chi vince? Beh, a prima vista il cliente X che ottiene più o meno la stessa cosa ad un prezzo molto inferiore.
E qui parte la netta divisione tra i paesi civili/economicamente maturi e l'Italia.
Facciamo finta che X sia un grande operatore di telefonia, oppure una grande azienda nel settore dell'energia.
Negli Stati Uniti, o in Inghilterra, X è costretto -essendo a sua volta in un mercato concorrenziale con altre aziende- ad abbassare i prezzi dei suoi prodotti. I lavoratori di A, B, C quindi da una parte (come fornitori) ci smenano, dall'altra ci guadagnano (come clienti).
Che succede invece in Italia? Ci facciamo due risate? L'intoppo è proprio qui! Non essendo un mercato concorrenziale, i risparmi di X sui fornitori vanno solamente ad aumentare gli utili aziendali. Il prezzo dei suo prodotti, infatti, è fissato su altri parametri esterni di regime mono/oligopolistico. E quindi i soliti lavoratori di A, B, C lo prendono nel culo due volte!
Si capisce dove voglio arrivare?
Non è stata la legge Biagi a generare disastri, ma l'applicazione di concetti liberali ad una sola e ben delimitata fascia di persone, che si sono trovate schiacciate dalle altre fasce meno soggette al liberismo.
Quali sono le idee dei due schieramenti?
Per la CDL, il problema non esiste. Ovviamente, visto che il suo elettore medio ne percepisce solo i vantaggi senza pagarne i prezzi. L'avvocato è contentissimo, perchè a parità di reddito (più o meno fissato da regole anticoncorrenziali) può permettersi più beni e servizi.
Prodi è stato invece molto chiaro: è corretto che ci sia una certa flessibilità media, ma questa non deve gravare solo sui giovani. Due interventi sono possibili, e non sono ne comunisti ne dirigisti:
1) Abbassare il costo del lavoro a tempo indeterminato e alzare il costo di quello flessibile, in modo da cambiare l'ottimale mix di allocazione che le aziende decidono. In questo modo per la nostra ipotetica azienda A diventa più difficile iniziare una guerra al ribasso che alla fine danneggia tutti.
2) Aprire i settori chiusi, in modo che l'X del nostro esempio non possa tenersi quanto risparmia sulla pelle degli altri, e sia costretta a "restituire" alla società civile quanto "preleva" su altri fronti.
Entrambi gli interventi sono di stampo liberale, alla faccia di chi ha paura dei "comunisti al governo", e garantiscono la non interferenza dello Stato nell'economia ufficializzando il suo ruolo di giudice imparziale.
Lo scrivente di questo blog ha deciso di fare un certo outing per mandare un messaggio politico, sociale ed economico forte: io ho votato l'Unione anche se appartengo ad una categoria di popolazione che apparentemente il programma e il progetto politico della CDL avrebbe favorito.
Ho 34 anni, lavoro a tempo indeterminato iniziato da neolaureato, 3 aziende cambiate negli ultimi 5 anni, stipendio quasi raddoppiato nel frattempo. Famiglia medio-borghese con dotazione immobiliare invidiabile.
Vivo bene? Si, certo, mi sembra evidente.
Mi basta questo? COL CAZZO.
Come si fa a stare bene nel proprio egoistico orticello mentre intorno si vedono morire ideali, speranza e sogni?
Come si fa ad avere il coraggio di sentir dire "se ce l'ho fatta io vuol dire che si può, e tutti gli altri sono cialtroni" senza provare un moto di ribellione furibonda?
Come si fa a gioire di 1000 euro annuali di aumento di stipendio quando in una italia a crescita ZERO questo significa che gli stessi 1000 euro sono stati TOLTI a qualcuno più debole e probabilmente altrettanto meritevole?
Perchè sto scrivendo questo? Perchè Sid si chiede dove sia il 50% di italiani che hanno votato CDL.
Non sono gli italiani più ricchi, ma sono gli italiani più paurosi. Attaccati alle loro (poche, come giustamente mi facevano notare ieri sera) carabattole, che non si mettono in gioco e non sperimentano idee nuove mentre il resto del mondo corre. E, quel che è peggio, fanno pagare agli altri le conseguenze della propria inazione e codardia.
Non conosco una sola persona che abbia votato CdL perchè convinta dal suo fantastico e innovativo programma, mentre 5 anni fa ne ho viste tante sperare in un'ondata di liberismo che non si è MAI verificata nei fatti.
Sebbene molti dei voti dell'Unione siano stati dati in chiave anti-Berlusconiana, conosco molte persone che invece hanno dato a loro la preferenza convinti nella bontà e nella fattibilità del loro programma. Ma perdio, volete mettere la gioia di votare "a favore" invece che "contro"?
Io non ho votato contro Berlusconi.
Io ho votato per una coalizione che ha promesso senza sbandierarlo troppo una serie di riforme sociali a cui tengo parecchio e che sono economicamente convincenti e solide. Io ho votato una coalizione che mi farà perdere soldi, probabilmente tanti, ma mi ha ridato il sorriso e la fiducia nel futuro. Quanto vale questo?
Elezioni 2006
Non importa che la vittoria sia stata risicata. Ho un solo commento:
Ha vinto il 50% degli italiani che sogna, progetta e lavora
Ha perso il 50% degli italiani che negli ultimi anni si è arroccato sui propri privilegi, ed è sostanzialmente guidato dal terrore di perderli
C'è un abisso. Di poco, ma ha vinto il futuro.
Ora vediamo se c'è solo retorica dietro le mie affermazioni
UPDATE
Sono l'unico che si è rotto le palle di sentire frasi fatte come "paese spaccato in due?". Quanti sono gli schieramenti? Due. In quante parti si può dividere un elettorato che deve votare per due schieramenti? Due, bravi. E allora la finiamo di usare sempre le stesse frasi ritrite del cazzo? Grazie.
A proposito di coglioni...Pare che secondo il nostro Presidente del Consiglio chiunque voti contro il proprio interesse sia un coglione. E questa è la perfetta summa della mentalità italiana, per cui gli altri possono (e devono) crepare ma l'importante è salvaguardare quelle 4 carabattole che siamo riusciti a mettere insieme.
E invece... pensa un po'... non tutti ragionano così in piccolo, e ci sono molte persone che antepongono gli ideali al bieco tornaconto. E oggi ne ho incontrato uno che non mi aspettavo: il mio capo, a pranzo.
Ha infatti fatto un discorso che suonava più o meno così: "il reddito da lavoro, anche operaio, viene tassato al 30%. Le rendite finanziarie al 12.5%. Ma vi sembra sensato?". No, ovviamente, non è sensato e ci sono decine di studi economici (di stampo liberale e non certo marxista) che confermano gli effetti perversi della cosa.
Il mio capo ha una situazione patrimoniale notevole, e l'aumento della tassazione sulle rendite finanziarie comporterebbe un aumento significativo delle sue tasse. Eppure è favorevole, e lo ha detto chiaramente.
Secondo il Berlusconi-pensiero, il mio capo è un coglione.
Secondo il mio, no.
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UPDATE: |
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E sono qui, alle 2:30 di un cazzo di fottutissimo mercoledì notte. Stasera non sono uscito perchè... perchè... udiamo un po', mi è venuto un senso di responsabilità per il deliverable che devo produrre entro venerdì.
Ma vaffanculo. A che cazzo è servito fare i bravi?
Lo studio della nuova arte mi sta facendo bruciare. Passione vera. Risultati pochi ma un potenziale talmente vasto e talmente potente da far tremare al solo pensiero.
Venerdì si consegna l'architettura As-Is e l'analisi dei trend di mercato. Oh, mister Senior Consultant, non si sente particolarmente orgoglioso?
Find-Meet-Attract-Close.
Ci si vede domani. Si fa sfracelli. Si vince sempre. Sono in crisi di astinenza da vita, per un solo giorno di isolamento, e sono qui a buttare giù pezzetti emozionali che hanno un senso solo per me.
Si può essere annoiati dal proprio stesso successo? E' sensato crearsi difficoltà ad arte per poterle superare? Per poter dire, ancora una volta, sono capace di farlo - sono COSCIENTE.