Il giorno di Natale ho ricevuto un messaggio di auguri inatteso, da parte di un amico che posso tranquillamente definire il punto di riferimento di tutta la mia adolescenza. Il mio più caro amico delle elementari, medie e superiori; con lui ho diviso le prime avventure con le ragazzine, la passione bruciante per Madonna prima e Prince poi, il culto totale per "I guerrieri della notte", i soft-porno all'italiana... potrei continuare all'infinito.
Come spesso accade, le nostre strade si sono divise dai 18 anni in poi ma la fortissima stima reciproca ci permette ancora ogni tanto qualche scambio di emozionantissimi contatti.
Insomma, gli rispondo scherzando su una notizia che avevo saputo da fonti indirette... e gli scrivo che sarei volentieri andato a trovarlo in Polonia. Mi risponde con il suo numero di telefono polacco! Mi rendo conto che mi mancano circa due anni della sua vita e lui mi risponde con una lunghissima email.
Ho appena finito di leggerla trattenendo il fiato e non sono scoppiato in lacrime (in senso positivo!) solo perchè sono in ufficio.
Quella email trasuda tutto ciò che io sto cercando disperatamente da anni: gioia, ottimismo, voglia di fare, una visione della vita che in questo paese di vecchi di merda ormai non ha più nessuno. E chi ce l'ha viene bastonato a sangue finchè non gli passa.
Una sola frase la trascrivo testualmente:
"...nel senso che oltre a "esistere" come facevo in Italia, in più ora "vivo". Per vivere intendo che finalmente posso fruire di tutto quello che il mondo mi offre senza fare i salti mortali come prima. Sono diventato "io" il centro della mia vita e non sono più un ingranaggio di un'esistenza fine a se stessa"
Ripeto: da rimanere senza fiato.
In tutta la mail non tenta di convincermi che le sue scelte siano quelle giuste... perchè lo sono per lui e questo basta. Anzi, ce una velata tristezza per i giudizi che ha ricevuto dalla maggior parte della gente.
Amico mio, non so se hai avuto fiuto o solamente fiducia in me a scrivermi una volta ancora queste tue emozioni, ma ti ho capito benissimo.
Sei fuori da questo schifo, e lo hai fatto a modo tuo... un modo probabilmente non replicabile da altri, ma chi se ne frega: ognuno deve seguire le sue visioni attraverso gli strumenti di cui dispone. Ci vuole coraggio, molto coraggio, e questo non lo insegnano a scuola. Anzi il contrario: lo distruggono a scuola.
Congratulazioni!