E continuiamo a battere sullo stesso chiodo... una frase del
Severgnini odierno incarna tutte le mie preoccupazioni per il futuro:
Troppa gente in Italia sta ancora troppo bene, in molti casi grazie a rendite di posizione; affolla i negozi d'abbigliamento, parte per il fine settimana, pensa al massaggino e al prodottino. Già. Se l'impegno individuale non porta a nulla, che senso ha? Stavo riflettendo quanto questo sia vero su me stesso, e su me stesso non posso mentire. Nel clima di 5 anni fa, io lavoravo all'estero e stavo per tornare in Italia con una buona retribuzione, iniziavo a convivere prendendomi la responsabilità di un nucleo familiare, una casa... insomma pianificavo un futuro carico di incognite ma anche di speranze.
E oggi? Vivo sereno come se non ci fosse un futuro. Perchè non c'è un futuro. E la mia serenità non è il raggiungimento di quanto avevo sognato, quanto il non facile adattamento ad una realtà ostile.
E sono qui, armi in pugno, a combattere perchè quelli della generazione successiva non si debbano trovare a vivere quello che ho vissuto io.
Perchè per me ormai è tardi, sono diventato così e non tornerò più indietro.
Per loro, non è tardi e le cose possono ancora cambiare.