Alle 8:45 di stamattina è suonata la sveglia: la prima da 50 giorni a questa parte; aver ascoltato i Kreator fino alle 5 del mattino non ha lasciato molto tempo al sonno.
Silenzioso e sereno cerco di lavarmi con gli occhi ancora chiusi, senza pensare troppo a quello che sto facendo e al perchè: gesti un tempo automatici ora richedono una concentrazione fin troppo elevata.
Apro l'armadio e inizio a frugare nei suoi meandri, finchè non faccio la mia scelta ed estraggo un completo di Hugo Boss, una camicia bianca e una cravatta di Coveri. Scivolo nel completo con naturalezza estrema, sti cazzi, 5 chili in meno in questi due mesi rendono l'operazione particolarmente piacevole.
Mi giro e mi guardo allo specchio.
Una rezione incontrollata parte dal fondo della spina dorsale e sale fino ad annebbiarmi la vista. E chi cazzo è questo? Chi lo conosce?
Dalla manica sinistra un bagliore amico, il braccialetto del secondo Wacken che si fa largo e spintona per risaltare su quello del secondo Evolution, del primo Metal Camp e del primo Wacken.
Tutto a posto, sono sempre io. Ma fino a settembre... no, la cravatta no, e la tolgo con un gesto fin troppo plateale visto che non mi vedeva nessuno.
Scendo nel box, cazzo è vero la macchina è guasta: prendo la moto, ma prima di allacciare il casco ripasso la strada verso l'ufficio con il navigatore satellitare, nel caso mi perdessi nel 5 Km tra casa mia e la sede.
Qui in ufficio non c'è quasi nessuno che possa dirmi se fra tre giorni io sarò a Roma, a Venezia o in capo al mondo: meglio così, ho tempo per riflettere serenamente e per posizionare al meglio le mie carte.
I pochi che incontro, sorridono: non capita spesso, giusto appena dopo la loro unica settimana di ferie con moglie, suocera e figli rompicoglioni; sorrido anch'io, con un linguaggio corporeo distaccato e ancora (e definitivamente) un metro sopra tutto e sopra tutti.
Adoro questa gente che mi fa sentire, per contrasto, l'uomo più felice del pianeta.