Il mio scopo dichiarato era quello di raggiungere una serie di obiettivi per poter riprendere a lavorare in modo più sereno e consapevole.
Ma più passano le ore, più un forte senso di non-appartenenza mi fa temere di avere decisamente superato la soglia del non ritorno; non è che io senta nostalgia dei giorni in cui ero in vacanza... quelli torneranno un sacco di altre volte. Non mi mancano le uscite serali, posso continuare a farle anche adesso.
Quello che non riesco più a sopportare è la totale deprivazione sensoriale ed emotiva, i discorsi ad-cazzum di chi non ha mai vissuto, le responsabilità fasulle che cercano di farti sentire inadeguato quando invece si è perfettamente adeguati e vincenti.
Oggi ho già avuto la prima riunione. Ho passato tre ore concentrandomi ad analizzare il linguaggio corporeo dei partecipanti, disinteressandomi completamente dei contenuti del discorso e anzi scoprendo la totale incongruenza tra quando dicevano verbalmente e quanto comunicavano con posizioni e gesti. Un inferno dal quale non vedevo l'ora di uscire.
Poi sono andato a pranzo con Andrea-Pino, e per un paio d'ore mi sono sentito normale: discorsi sensati e una comunicazione a tutto tondo con una persona intelligente; esattamente come nelle 7 settimane precedenti.
Ora mi si chiede di scrivere una procedura documentale per far si che il cliente XXX possa replicare un lavoro che io ho fatto 6 mesi fa.
A me risulta che Dio abbia consegnato al genere umano due tavole con 10 frasi di sintesi, mica che gli abbia anche scritto tutta la Bibbia... ricordo male?